Cosa c'entrano Nadia Boulanger e la pop music con Guy Ritchie e Peppino Gagliardi?

July 17, 2018

"Quello che non riesco a comprendere bene, è perché dovrebbe esserci differenza tra un capolavoro di Mozart e un pezzo riuscito di pop music.". Potrebbe sembrare un'affermazione piuttosto banale e sempliciotta ma invece vale la pena fermarsi un attimo e porsi qualche domanda al riguardo perché colei che l'ha pronunciata è Nadia Boulanger, la più grande e influente insegnante di composizione del secolo scorso. Basterebbe citare il nome di alcuni dei suoi allievi: Aaron Copland, George Gershwin, Leonard Bernstein, Astor Piazzolla, Philip Glass. Per metà francese e metà russa la Boulanger viene descritta come una donna dotata di una ferrea disciplina votata totalmente alla musica ma anche di grande umanità, apertura mentale e spirito critico.

 

Parlare di composizione è materia ostica, i musicisti lo sanno, ma qui vorrei solo soffermarmi sull'importanza di una parte della frase della Boulanger, più nel dettaglio nell'uso dell'aggettivo "riuscito". Perché il primo assunto è che solo un pezzo riuscito di pop music può paragonarsi a un capolavoro di Mozart. Ma la stessa insegnante - nel seguito della citazione tratta da una serie di interviste raccolte nel libro "Incontro con Nadia Boulanger" di Bruno Monsaingeon - poi afferma "Credo che questa differenza sia nella mente. Ma non ne sono troppo sicura...E mi chiedo ancora, io sono la stessa persona quando ascolto un pezzo pop oppure quando ascolto, ad esempio, una liturgia?".

 

Insomma se lasciamo tacere eventuali e personali pregiudizi estetici sembra evidente che ciò che noi percepiamo a livello emozionale sia indipendente dall'approccio con il quale noi ascoltiamo. Prescinde dalla nostra cultura, dalle nostre conoscenze tecniche e a volte, appunto, anche dalle nostre convinzioni. Come se fosse un bisogno di qualcosa di intimo e ancestrale.

 

E' un particolare stato che conosce bene l'ascoltatore di musica per cinema perché la musica applicata, spostando solo apparentemente la nostra attenzione sul piano visivo, ci libera da preconcetti legati al nostro gusto musicale per trasportarci in una dimensione sinestetica di interazione con la narrazione di una storia e di rapporto con la parola e con le immagini. Questa particolare condizione ci fa fruire la musica in una modalità completamente libera e differente perché la sincronizzazione di una sequenza filmica ad un brano musicale genera una terza opera creativa, che è il risultato dell'abbinamento tra le due singole parti, e che da quel momento vive di vita propria.

 

Tutto questo ci porta a considerare l'importanza del contesto e del luogo in cui noi ascoltiamo una determinata musica. Sentire una sonata di Chopin dall'impianto di una sala d'attesa è diverso che ascoltarla dal vivo in un Auditorium, come è ancora diverso sentirla dagli altoparlanti di un'automobile in mezzo al traffico diurno o durante un viaggio notturno in autostrada. E lo stesso vale se nei medesimi posti e situazioni descritte ascoltassimo Ozzy Osbourne, Yo-Yo Ma, Arvo Part o David Guetta. Le infinite combinazioni del cosa, come, quando e dove ascoltiamo musica cambia il senso dell'ascolto stesso perché ne modifica la percezione, ne muta il nostro piacere e spesso anche il significato. E soprattutto si imprime nella nostra memoria creando rimandi e associazioni mentali inedite. 

 

Ci sono molti esempi che spiegano in modo netto come nel cinema sia abituale giocare con questo slittamento di senso musicale, andando cioè verso un mood lontano da quello che il compositore ha originariamente pensato. Francis Ford Coppola con i Creedence Clearwater Revival e tante altre band rock, di Martin Scorsese è celebre la terribile scena finale di Goodfellas commentata da un quieto rock-blues di Eric Clapton e i suoi Derek and the Dominos e poi la serie Gomorra con le canzoni del panorama pop neo melodico napoletano, etc etc.  Qui vorrei citare però una scena di Operazione UNCLE, uno spy movie del 2015 di Guy Ritchie, dove nel finale di una sequenza piuttosto articolata e movimentata un camion si lancia in mare contro una barca in movimento. Ebbene tutta la scena non è accompagnata da una cellula musicale ritmica serrata e pulsante, come da consuetudine, ma dall'andamento confidenziale e suadente di Che vuole questa musica stasera una canzone sentimentale di Peppino Gagliardi del 1967. Una ballad che certamente l'autore non avrebbe mai pensato potesse essere utilizzata per un film action. Eppure nella sua stravaganza, nonostante il film sia ambientato anche in Italia, è una scelta registica molto originale e inconsueta. Sorprendente ma funzionale. Di sicuro quando la sentiamo nel film, in quel particolare momento del film, il nostro ascolto e le nostre emozioni non sono certo simili a quelle di chi, davanti un juke box sul finire degli anni '60 sentiva lo stesso pezzo seduto al bar con gli amici.

 

Quindi? Cosa c'entrano allora Nadia Boulanger e la pop music con Guy Ritchie e Peppino Gagliardi? Forse il valore della musica può essere determinato dalla nostra personale percezione? Assolutamente no, se un brano è un capolavoro resterà sempre tale. Ma invece un semplice pezzo ben riuscito di pop music se collocato in un contesto giusto può essere apprezzato perché, concludendo con le parole della stessa Boulanger "la facoltà di gioire della musica meno complessa denota un'intuizione musicale indispensabile" anche se come conclude più avanti "... Poi però si pone il problema di sapere come alimentare questa intuizione."

E questa naturalmente è tutt'altra storia.

 

Operazione U.N.C.L.E. (2015 - Guy Ritchie)

Che vuole questa musica stasera / Peppino Gagliardi

https://www.youtube.com/watch?v=MxZ5VQVHMoc&t=6s

 

Apocalypse Now (1979 - Francis Ford Coppola)

Suzie Q / Creedence Clearwater Revival

https://www.youtube.com/watch?v=k5RLLT5psmg

 

Goodfellas (1990 - Martin Scorsese)

Layla / Derek and the Dominos

https://www.youtube.com/watch?v=q9UQScz0YgM

 

Gomorra La Serie (2014 - Stefano Sollima)

E Chiammalo / Anthony

https://www.youtube.com/watch?v=YXRcbpf9kZ4

 

Improvisation in E flat minor

Nadia Boulanger (1911)

https://www.youtube.com/watch?v=eSVf5Obtixs

 

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