Speak Slowly Please! Pollock Project esce con il quarto album tra songwriting e jazztronica.

May 13, 2017

Sabato 13 maggio Pollock Project sale sul palco della Casa del Jazz (ore 21.00, €. 15,00 intero, €. 12.00 ridotto) per presentare il nuovo album: Speak Slowly Please!, il disco della svolta jazztronica. Se nei primi tre album si seguiva un percorso in nome del visionario e dell’art-jazz ora quella matrice sembra inglobata in uno stile musicale unico e trasversale che è ormai divenuto un preciso marchio di fabbrica del gruppo. Un mix imprevedibile ed evocativo di jazz contemporaneo, world music, post-prog, musica elettronica ed arti visuali che si muove liberamente fra classico e modernità.

Un disco all’insegna del numero 4: quarto album e quattro musicisti perché Pollock Project è divenuto ora un quartetto. A fianco, infatti, al suo ideatore Marco Testoni, nonché autore di tutti i brani (piano, handpan, percussioni; Premio Colonne Sonore 2014 e Premio Roma Videoclip 2016 Compositore dell’anno), Elisabetta Antonini(voce, live electronics. Top Jazz 2014 – Miglior Nuovo Talento) e a Simone Salza (sassofoni e clarinetto; interprete dei principali autori italiani di musica per cinema come Ennio Morricone e Nicola Piovani) si aggiunge in pianta stabile lo stile intenso e duttile del chitarrista svedese Mats Hedberg. Preziosi special guests del disco: Primiano Di Biase (Dire Straits Legacy), Giancarlo Russo (Meteor Shower) e Guido Benigni (Acustica Medievale).

Come da tradizione Il titolo dell’album è programmatico: un ironico ed amichevole invito ad una chiarezza di linguaggio che sappia essere diretto pur esprimendo contenuti musicalmente e culturalmente profondi. Già dalla sua prima traccia, L As In A Gift una canzone scritta da Marco Testoni con il testo della cantautrice irlandese Kay McCarthy, ma soprattutto con la title-track Speak Slowly Please!, una moderna ballad ispirata al libro di Julio Cortazar e Carol Dunlop (Gli autonauti della cosmostrada, ovvero un viaggio atemporale Parigi-Marsiglia), il disco mostra una discontinuità con le produzioni precedenti uscendo dalla consueta musica strumentale per inoltrarsi nel terreno della songwriting.

Cosi Marco Testoni spiega il titolo del disco: “Speak Slowly Please è una piccola frase che nasconde bellissimi e semplici contenuti. E’ una richiesta di chiarezza, ma è anche un desiderio di capire il nostro interlocutore. Ti chiedo di parlare lentamente per comprenderti meglio e tu provi a farti capire non dando per scontato che io conosca bene la tua lingua. Sembra una sciocchezza ma non lo è affatto! Sia nel quotidiano che nella musica.”.

Fra le altre tracce dell’album troviamo Nana, un brano dedicato ai musicisti che accompagnarono lo strip di Aiché Nana che diede inizio alla Dolce Vita, e alcuni dei più noti pezzi dei primi tre album qui riarrangiati per la nuova formazione: Unnecessary, Pe No Chao e Impossible Humans. Infine non poteva mancare la rilettura di due pezzi strumentali riscoperti nella loro profonda novità: lo standard So What di Miles Davis e Watermelon in Easter Haydi Frank Zappa un brano incredibilmente lirico e poetico, tanto differente rispetto alla produzione del grande musicista americano. Due brani solo apparentemente lontani fra di loro, in realtà accomunati dalla straordinaria ed imprevedibile trasversalità dei suoi autori.

 

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